Archivio per la Categoria “prediche”


Hanno chiuso il Bar Mariatchi a motivo di 4 canne…
questo è di una ipocrisia assoluta!!!
Come clienti abituali del bar da parecchi anni, sappiamo bene che è uno dei locali del Barrio Gotico di Barcelona maggiormente attivi nel promuovere la Cultura e dunque non è un luogo di riunione per delinquenti.

La scellerata decisione del Comune di Barcelona ci lascia orfani di un luogo d’incontro unico nella città e di fronte a un simile sproposito non possiamo stare a guardare senza far niente.

Per favore, tutti e tutte voi che conoscete il bar Mariatchi, inviate una mail di protesta al Dipartimento di Cultura infoicub@mail.bcn.es all’attenzione del signor Helio Lozano i Fernandez de Pineda del Dipartimento Tecnico con una copia al bar@mariatchi.com
affichè al Comune si rendano conto che hanno commesso un grave errore confondendo il bar Mriatchi con un posto in cui si promuove il consumo e il traffico di droghe!!!
Sappiamo che questo non è vero!!!

Diffondi questo comunicato, mettilo nel tuo blog, nel tuo web, invialo ai tuoi amici affinchè lo inoltrino a loro volta, abbiamo bisogno di tutte le firme possibili perchè il nostro spazio venga riaperto e con noi di nuovo
Chiudendo il Mariatchi provano a dividerci…disperderci….
Il Mariatchi è molto più di un bar!!!!
Passa la voce!

Per testimoniare che ciò che qui diciamo è vero, ecco qua alcuni links dei video registrati al Mariatchi:

Presentazione del libro di Tonino Carotone, “Il Maestro dell’Ora Brava”
http://es.youtube.com/watch?v=R3zT3knwjnE

Intervista con il gruppo Che Sudaka:
http://www.radiochango.com/castellano/videos.php?ID=11

Intervista con el músico Fermin Muguruza
http://www.radiochango.com/castellano/videos.php?ID=15

Vídeo del Mariatchi durante i lavori del mese di gennaio 2007
http://es.youtube.com/watch?v=yoltBKLnwuI

Firmato:
l’equipe di RadioChango e amici del Mariatchi

————————————————————–

Han cerrado el BAR MARIATCHI por 4 canutos…
esto es de una hipocresía absoluta!!!

Como clientes habituales del bar desde hace años, tenemos muy
claro que el MARIATCHI es uno de los sitios del gótico de Barcelona
que más ha hecho por promover la Cultura, y desde luego NO es un
sitio de reunión para delincuentes!!!

Esta desafortunada decisión del ayuntamiento nos deja huérfanos de
un lugar de encuentro realmente único en la ciudad, y ante tamaño
despropósito no podemos quedarnos con los brazos cruzados.

Por favor, todas y todos los que conozcáis este bar, enviad un mail de protesta al departamento de Cultura infoicub@mail.bcn.es y a nombre
del Sr. Helio Lozano i Fernández de Pineda del departamento Técnico,
con copia a bar@mariatchi.com, para que desde el ayuntamiento se
enteren de que han cometido un grave error al confundirlo por un lugar
donde se promueve el consumo y tráfico de drogas!
NOSOTROS SABEMOS QUE ESTO NO ES ASÍ !!!

Difúndelo a tus colegas para que lo reenvíen, mételo en tu blog, web, se
necesitan todas las firmas posibles para que tengamos nuestro espacio
abierto y con nosotros de nuevo…
Cerrando el Mariatchi intentan dividirnos… dispersarnos…

EL MARIATCHI ES MUCHO MÁS QUE UN BAR!!!
PÁSALO!!!

Y para que quede constancia de que lo que hay aquí expuesto es cierto,
os dejamos algunos de los vídeos grabados en el Mariatchi:

Presentación del libro de Tonino Carotone, “Il Maestro dell’Ora Brava”
http://es.youtube.com/watch?v=R3zT3knwjnE

Entrevista con el grupo Che Sudaka:
http://www.radiochango.com/castellano/videos.php?ID=11

Entrevista con el músico Fermin Muguruza
http://www.radiochango.com/castellano/videos.php?ID=15

Vídeo del Mariatchi durante las obras del mes de enero de 2007
http://es.youtube.com/watch?v=yoltBKLnwuI

Firmado:
el equipo de RadioChango y amig@s del Mariatchi

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Il dramma delle morti bianche a cui bollettini e notiziari ci stanno oramai abituando, sembra essere l’espressione più evidente di quel male sociale che l’irresponsabilità del nostro tempo è purtroppo riuscita ha produrre.
Lontani da ogni logica di reale bisogno e rispetto umano, abbiamo rinunciato a capire la vita per aprire le porte ad un mondo falso e globalmente malato, dove lobby politiche, industriali, finanziarie e farmaceutiche, anteponendo i propri interessi al bene comune, ci hanno imposto regole e dogmi da dover accettare come puro atto di fede.
L’urgenza di adottare misure più rigide di tutela e prevenzione per limitare i danni alla salute dei lavoratori e dei cittadini, è stata ampiamente soffocata dalle esigenze di mercato, un mercato così libero che nell’atto perenne di ricercare un fantomatico benessere collettivo, continua ad affamare la gente di nuovi inutili surrogati.
Ed è proprio muovendoci su questa linea di profitti e indifferenza che incontriamo storie drammatiche e criminose come quella della Tyssenkrupp, dove 7giovani operai sono deceduti per le gravi ustioni riportate;
di Casale Monferrato, dove più generazioni stanno morendo per aver respirato l’amianto prodotto dagli stabilimenti italiani della Eternit;
dell’inarrestabile strage di muratori e manovali, impegnati senza sosta ad arricchire le nostre povere città di nuove strutture, per far fronte ad Expo e Giubilei.
Ma vi sono anche storie minori che nessuno a mai raccontato o voluto raccontare, come è il caso della ex Cooperativa Vapordotti di Larderello operante tra gli anni ‘60/70 nel settore edile della coibentazione, dove la fasciatura d’amianto delle condotte Enel del vapore endogeno è costata la vita a quasi il 100% dei lavoratori addetti.
La produzione non conosce riposo e con essa nemmeno gli infortuni.
Nel giorno del 1° Maggio, giornata dedicata alla sicurezza e ai morti sul lavoro, mentre circa un milione di persone cantavano e ballavano in P.za S. Giovanni a Roma sotto la bandiera dei tre “grandi” sindacati confederali Cgil, Cisl, Uil, altri quattro operai dell’Ilva di Taranto, ultimi di una lunga catena, rimanevano feriti da una fiammata sprigionatasi da un interruttore elettrico sotto tensione.
Ironia della sorte, fatalità, o vocazione al suicidio della classe operaia?
La risposta per quanto inadeguata, si potrebbe ricercare nel carattere di urgenza con cui il precedente Consiglio dei Ministri si è portato ad elaborare nuove misure di prevenzione nel mondo del lavoro, sottoponendo alle aziende un più pesante regime sanzionatorio.
Tuttavia non è ancora sufficiente a far emergere la piena responsabilità delle imprese e la loro colpevole incapacità di affrontare e gestire il problema del rischio.
Un’azione di governo incentrata esclusivamente sulla ricerca delle responsabilità individuali e sulla punizione, non affronta poi il problema alla radice che proprio in questa logica organizzativa di competitività e massimo risparmio trova il suo principale nutrimento.
Il rispetto per quanti muoiono e si ammalano ancora sui posti di lavoro, non può ridursi ad una semplice festa commemorativa; dobbiamo prendere coscienza dell’inganno e riappropriarci di quella fetta di verità, di cui troppo a lungo siamo stati privati.
Un noto ricercatore Dott. Renzo Tomatis, già direttore del Centro Internazionale per la ricerca sul cancro di Lione, rende noto come pure per la scienza fosse difficile sottrarsi alla spirale soffocante dei profitti e del potere.
Già nel 1930-1945, alcuni ricercatori tedeschi avevano provato ufficialmente la pericolosità dell’amianto, riconoscendo l’asbestosi come malattia professionale, ma qualcuno ha taciuto o a dovuto tacere.
In Italia, con un ritardo di oltre dieci anni sulle prime direttive Europee risalenti agli anni ‘80, si dovrà attendere il 1992 prima di veder nascere una legge che in qualche modo regolamenti questa particolare materia.
E che dire delle fibre sostitutive dell’amianto, anch’esse messe all’indice dalla scienza medica come potenziale fonte di rischio nocivo/cancerogena e sistematicamente usate nell’industria con la stessa disinvoltura di sempre.
Si pensi poi alle multinazionali del tabacco, aiutate da governi e mas-media ad avvelenare i polmoni di tutto il mondo;
ai trattati di Kyoto continuamente ritrattati per l’irresponsabile politica dei nostri governi;
Quanto all’obbligo poi di dover tenere accesi i fari di giorno, non conosciamo ancora di quanto possano aver ridotto il numero degli incidenti sulle nostre strade; di certo quello che sappiamo (come ci ricorda il fondatore del comitato per l’uso razionale dell’energia Dott. Maurizio Pallante), è che l’incremento medio annuo per le casse dello Stato,dovuto ai maggiori consumi di carburante, è di circa 900 milioni di euro e che l’aumento di CO2 immesso nella nostra atmosfera è di circa 3 milioni di tonnellate /anno.
Si potrebbe continuare all’infinito.
Potremmo parlare delle Ferrovie, dove in un contesto di perenne ritardo e sporcizia, gli unici ad andare ad alta velocità sono gli infortuni e i rovinosi incidenti.
dell’elettro smog e delle onde elettromagnetiche, anch’esse sottoposte a chissà quali studi di pericolosità ….. ma sarebbe inutile e dispersivo dilungarsi oltre.
Il male sociale delle morti bianche continua inesorabile a far sentire la sua voce dentro ma anche fuori dalle fabbriche; che dire altrimenti delle casalinghe che si ammalano di patologie asbesto correlate, solo per aver maneggiato e lavato gli indumenti di lavoro dei propri mariti.
Qualcuno dice: siamo prossimi al collasso!!
Non saprei cosa rispondere; certo è che il disagio sociale cui oggi siamo costretti a vivere, non favorisce certamente uno sviluppo positivo delle cose, né tanto meno il recupero di un sistema che proprio grazie a questo riesce a preservare i suoi principi di controllo e condizionamento.
Sta a noi perciò, cellule umane di questa società, cercare di infrangere quella crosta di paura e indifferenza che spesso ci separa dall’agire, per rendere possibile quell’ azione di denuncia e miglioramento che solo attraverso il contributo di ciascuno si potrà veramente realizzare……………….naturalmente, prima che sia troppo tardi.

Maurizio Cardellini

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1.SII QUI E ORA
2.TRASFORMA I TUOI VELENI IN MIELE
3.CONDIVIDI
4.SII NULLA

Osho

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PER IL POPOLO SAHARAWI

A giugno inizieranno i Giochi Olimpici a Pechino.
E pare che tutti i grandi dirigenti del mondo scoprano ora il Tibet e la sua problematica.
Forse non lo sapevano?
Per caso non lo sapevano quando otto anni fa conferirono la responsabilità di questi giochi alle autorità cinesi?
Senza che nessuno si disturbasse a denunciare qualche sentore di ingiustizia attraverso i vertici tibetani?
Per caso non lo sapevano?
E ora che cosa?
Ora tutti, con i loro discorsi moralizzatori, vanno additando il governo cinese. E i cinesi muoiono da ridere. Muoiono di risate perché sanno quello che tutto il mondo ora sa…ed è che loro tengono il mondo occidentale ben afferrato per le palle del commercio.
Che ironia!
L’ultimo grande paese comunista ha posto il mondo capitalista ai suoi piedi…dopo che aveva deciso di giocare allo stesso gioco che avrebbe voluto annientare….
Visto dopo dieci anni, questo sembra una barzelletta…però è così.
Mondo difficile e futuro incerto…la vita è una tombola.

E se qualche giorno, in questa grande tombola che è la vita, tutti questi benpensanti bambolotti del comitato olimpico decidessero di affidare i Giochi Olimpici al Marocco, che succederebbe?
Forse il mondo scoprirà che esiste il Popolo Sharawi? Forse tutti i politici e gli intellettuali del mondo diranno al Marocco che quei muri che hanno costruito in un paese che non appartiene a loro sono un infamia?
E scoprirà anche che tutte quelle mine in pieno deserto vendute da Francia, Stati Uniti, ecc… hanno ucciso abbastanza gente?
Che tutti gli scomparsi, i torturati e defraudati Saharawi durante più di trent’anni di maltrattamenti e resistenza, erano e sono persone in carne ed ossa.
Miraggi del deserto…miraggi d’ipocrisia…ipocrisia dei governi…che chiudono gli occhi …quando addirittura non si rendono direttamente complici.
Impotenza (o subordinazione?) dell’ ONU che ora pare non comandare più neanche a casa sua. Come si vede l’ONU nel guardarsi allo specchio? Cieca o complice?

Lasciamo da parte il bla bla bla, la risposta è variopinta ma scoraggiante. Non arriva al punto finale. E non può avere un punto di arrivo prima che il Popolo Saharawi abbia il diritto di vivere libero nelle proprie terre e coste dell’Atlantico. La responsabilità è dell’ONU, e anche del governo spagnolo. Per ragioni vergognose ma storiche. Anche per responsabilità dei governi francese e statunitense che hanno appoggiato incondizionatamente il regime del Marocco.
E se un giorno finirà questo dolore, questa vergogna, quest’ingiustizia
Forse il mondo scoprirà che abbiamo incarcerato nel deserto un popolo che sta dalla parte di un islamismo moderno più tollerante, in cui uomini e donne si rispettano reciprocamente. In cui il livello di educazione dei bambini, nonostante le condizioni di vita tremendamente avverse, è senza dubbio ai miei occhi fra le più invidiabili di tutto il Nord Africa.
Quando, infine, ci renderemo conto che nel quinto inferno del deserto mal sopravvive il seme di un mondo migliore, più pacifico e meno estremista.
Seme calpestato dalla realtà politica ed economica.. Calpestato da ladri benvestiti che in fin dei conti sono proprio i veri barbari in questa storia triste e violenta, senza futuro per l’umanità.
Per concludere questo discorso con una nota di ottimismo positivo, da qui, Dajla (Sahara), lanciamo un appello ad inviare firme per proporre la candidatura della Repubblica Saharawi indipendente affinché siano organizzati i Giochi Olimpici del 2016 sulle coste dell’Oceano Atlantico e fra le dune di un deserto che chiede solo di poter fiorire.

Manu Chao

Dal sito www.politikills.com (traduzione in italiano di Stella)

Testo originale:

PARA EL PUEBLO SAHARAOUI

En Junio van a empezar los juegos olímpicos en Pekín.
Y parece que todos los grandes dirigentes del mundo
descubren el Tíbet y su problemática.
Acaso no sabían?
Acaso no sabían cuando, hace ocho años, le otorgaron
la responsabilidad de esos juegos a las autoridades chinas ?
Sin que nadie se moleste en denunciar cualquier sabor
a injusticia por el lado de los altos tibetanos ?
Acaso no sabían?
Y Ahora Qué?
Ahora todos van con sus discursillos moralizadores
mostrando del dedo al gobierno chino.
Y los chinos muertos de la risa.
Muertos de la risa porque ellos saben lo que
todo el mundo ya sabe…y es que ellos tienen al mundo
occidental bien agarradito por los huevos del comercio.
Qué ironía!
El último gran país comunista tiene al mundo capitalista
a sus pies… desde que decidió jugar al mismo juego que
pretendía vencerlo…visto de diez años atrás, esto parece un chiste…
…pero es así….
…Mundo difficile e futuro incerto…
…la vida es una tómbola…
Y si algún día , en esa gran tómbola que es la vida,
todos esos bienpensantes muñecos del comité olímpico,
deciden otorgar los juegos olímpicos a Marruecos.
Que pasará?
Puede ser que el mundo descubra que existe el Pueblo Saharaoui?
Puede ser que todos los políticos e intelectuales del mundo le dirán
a los marroquíes… que esos muros que han construido en un país
que no les pertenece es una infamia?
Que todas esas minas a lo largo del desierto vendidas por Francia,
Estados Unidos etc….
han matado a suficiente gente?
Que todos esos desaparecidos, torturados o expoliados Saharaouis
a lo largo de más de treinta años de maltratos y resistencia
eran y son personas de carne y hueso.
Espejismos del desierto…espejismos de hipocresía…
…hipocresía de los gobiernos…que dejan hacer…cuando no apoyan.
Impotencia (o subordinación?) de la ONU que ya parece no mandar
ni en su propia casa. Como se ve la ONU en los espejos?
Ciega o cómplice?
Dejemos el bla, bla, bla, la respuesta es variopinta
pero desalentadora. No tiene punto final.
Como no puede haber punto final antes que el Pueblo Saharaoui
tenga el derecho de vivir libre en sus tierras y costas del Atlántico.
Es la responsabilidad de la ONU.
Y también del gobierno Español;
por razones vergonzosas pero históricas.
También responsabilidad del gobierno Francés y
Estadounidense por su apoyo incondicional
al régimen Marroquí.
Y si un día acaba ese dolor, esa vergüenza, esa injusticia
podría ser que el mundo descubra que teníamos encarcelados
en el desierto a un pueblo que esta a la punta de un islamismo
moderno por tolerante donde hombres y mujeres se respetan mutuamente.
Donde el nivel de educación de los niños, pese a las condiciones de vida
treméndamente adversas, es sin duda a mis ojos de los mas envidiables
de todo el norte de África.
Cuando, al fin, nos daremos cuenta que en el quinto infierno del desierto
malvive la semilla de un mundo mejor y mas pacífico, y menos radical.
Semilla machacada por la realidad política y económica.
Machacada por ladrones de vestido fino que al fin y al cabo
no son mas que los verdaderos bárbaros de esta historia
triste por violenta y sin futuro para la humanidad.
Para concluir estas palabras por una nota de optimismo positivo,
desde aquí, Dajla (Sahara), lanzamos un llamamiento a mandar firmas
para proponer la candidatura de la República Saharaoui independiente
para organizar los juegos olímpicos del 2016 a las orillas del mar Atlántico
y entre las dunas de un desierto que solo pide florecer.

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Non vi parlo
del paradiso o dell’inferno
di premi o punizioni.
Vi dico soltanto
di morire continuamente al passato
così che non sia più un peso sulla vostra testa.
E di non vivere nel futuro
che non è ancora.
Concentrate la vostra energia
quì e ora.
Riversatela in questo momento,
con totalità,
con tutta l’intensità di cui siete capaci…..
Non c’è nulla da temere.
L’esistenza è vostra madre.
Ne siete parte.
Non può travolgervi, non può distruggervi.
Più la conoscete più vi sentite nutriti;
più la conoscete, più vi sentite beati.
Più siete.
OSHO

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Sì sì, l’amore è meglio! Ma di che? Di tutto. L’amore è meglio di tutto e ripara a tutto. Non intendo solo quello per una persona o per la famiglia o per il proprio lavoro, ma quell’atteggiamento mentale che riesce ad opporsi all’odio vincendolo senza usare le sue stesse distruttive armi. Intendo l’Amore di cui parlò e che mise in pratica Gesù di Nazareth, ma anche il sublime filosofo Osho e probabilmente una quantità di gente sconosciuta. E’ una strada difficile e a volte molto solitaria quella che porta dentro all’Anima del Mondo la carica umana dell’Amore…Queste non sono che parole, ma le scrivo volentieri qui, sul mio blog della Rete Artsti contro le guerre, perchè devo ricordarmi continuamente chi sono io e di cosa sono fatta, anche quando il nemico incombe, anche quando il tradimento mi rende implacabile.
A prestissimo, sulla Strada dell’Amore

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