Archivio per Aprile 2008

PER IL POPOLO SAHARAWI

A giugno inizieranno i Giochi Olimpici a Pechino.
E pare che tutti i grandi dirigenti del mondo scoprano ora il Tibet e la sua problematica.
Forse non lo sapevano?
Per caso non lo sapevano quando otto anni fa conferirono la responsabilità di questi giochi alle autorità cinesi?
Senza che nessuno si disturbasse a denunciare qualche sentore di ingiustizia attraverso i vertici tibetani?
Per caso non lo sapevano?
E ora che cosa?
Ora tutti, con i loro discorsi moralizzatori, vanno additando il governo cinese. E i cinesi muoiono da ridere. Muoiono di risate perché sanno quello che tutto il mondo ora sa…ed è che loro tengono il mondo occidentale ben afferrato per le palle del commercio.
Che ironia!
L’ultimo grande paese comunista ha posto il mondo capitalista ai suoi piedi…dopo che aveva deciso di giocare allo stesso gioco che avrebbe voluto annientare….
Visto dopo dieci anni, questo sembra una barzelletta…però è così.
Mondo difficile e futuro incerto…la vita è una tombola.

E se qualche giorno, in questa grande tombola che è la vita, tutti questi benpensanti bambolotti del comitato olimpico decidessero di affidare i Giochi Olimpici al Marocco, che succederebbe?
Forse il mondo scoprirà che esiste il Popolo Sharawi? Forse tutti i politici e gli intellettuali del mondo diranno al Marocco che quei muri che hanno costruito in un paese che non appartiene a loro sono un infamia?
E scoprirà anche che tutte quelle mine in pieno deserto vendute da Francia, Stati Uniti, ecc… hanno ucciso abbastanza gente?
Che tutti gli scomparsi, i torturati e defraudati Saharawi durante più di trent’anni di maltrattamenti e resistenza, erano e sono persone in carne ed ossa.
Miraggi del deserto…miraggi d’ipocrisia…ipocrisia dei governi…che chiudono gli occhi …quando addirittura non si rendono direttamente complici.
Impotenza (o subordinazione?) dell’ ONU che ora pare non comandare più neanche a casa sua. Come si vede l’ONU nel guardarsi allo specchio? Cieca o complice?

Lasciamo da parte il bla bla bla, la risposta è variopinta ma scoraggiante. Non arriva al punto finale. E non può avere un punto di arrivo prima che il Popolo Saharawi abbia il diritto di vivere libero nelle proprie terre e coste dell’Atlantico. La responsabilità è dell’ONU, e anche del governo spagnolo. Per ragioni vergognose ma storiche. Anche per responsabilità dei governi francese e statunitense che hanno appoggiato incondizionatamente il regime del Marocco.
E se un giorno finirà questo dolore, questa vergogna, quest’ingiustizia
Forse il mondo scoprirà che abbiamo incarcerato nel deserto un popolo che sta dalla parte di un islamismo moderno più tollerante, in cui uomini e donne si rispettano reciprocamente. In cui il livello di educazione dei bambini, nonostante le condizioni di vita tremendamente avverse, è senza dubbio ai miei occhi fra le più invidiabili di tutto il Nord Africa.
Quando, infine, ci renderemo conto che nel quinto inferno del deserto mal sopravvive il seme di un mondo migliore, più pacifico e meno estremista.
Seme calpestato dalla realtà politica ed economica.. Calpestato da ladri benvestiti che in fin dei conti sono proprio i veri barbari in questa storia triste e violenta, senza futuro per l’umanità.
Per concludere questo discorso con una nota di ottimismo positivo, da qui, Dajla (Sahara), lanciamo un appello ad inviare firme per proporre la candidatura della Repubblica Saharawi indipendente affinché siano organizzati i Giochi Olimpici del 2016 sulle coste dell’Oceano Atlantico e fra le dune di un deserto che chiede solo di poter fiorire.

Manu Chao

Dal sito www.politikills.com (traduzione in italiano di Stella)

Testo originale:

PARA EL PUEBLO SAHARAOUI

En Junio van a empezar los juegos olímpicos en Pekín.
Y parece que todos los grandes dirigentes del mundo
descubren el Tíbet y su problemática.
Acaso no sabían?
Acaso no sabían cuando, hace ocho años, le otorgaron
la responsabilidad de esos juegos a las autoridades chinas ?
Sin que nadie se moleste en denunciar cualquier sabor
a injusticia por el lado de los altos tibetanos ?
Acaso no sabían?
Y Ahora Qué?
Ahora todos van con sus discursillos moralizadores
mostrando del dedo al gobierno chino.
Y los chinos muertos de la risa.
Muertos de la risa porque ellos saben lo que
todo el mundo ya sabe…y es que ellos tienen al mundo
occidental bien agarradito por los huevos del comercio.
Qué ironía!
El último gran país comunista tiene al mundo capitalista
a sus pies… desde que decidió jugar al mismo juego que
pretendía vencerlo…visto de diez años atrás, esto parece un chiste…
…pero es así….
…Mundo difficile e futuro incerto…
…la vida es una tómbola…
Y si algún día , en esa gran tómbola que es la vida,
todos esos bienpensantes muñecos del comité olímpico,
deciden otorgar los juegos olímpicos a Marruecos.
Que pasará?
Puede ser que el mundo descubra que existe el Pueblo Saharaoui?
Puede ser que todos los políticos e intelectuales del mundo le dirán
a los marroquíes… que esos muros que han construido en un país
que no les pertenece es una infamia?
Que todas esas minas a lo largo del desierto vendidas por Francia,
Estados Unidos etc….
han matado a suficiente gente?
Que todos esos desaparecidos, torturados o expoliados Saharaouis
a lo largo de más de treinta años de maltratos y resistencia
eran y son personas de carne y hueso.
Espejismos del desierto…espejismos de hipocresía…
…hipocresía de los gobiernos…que dejan hacer…cuando no apoyan.
Impotencia (o subordinación?) de la ONU que ya parece no mandar
ni en su propia casa. Como se ve la ONU en los espejos?
Ciega o cómplice?
Dejemos el bla, bla, bla, la respuesta es variopinta
pero desalentadora. No tiene punto final.
Como no puede haber punto final antes que el Pueblo Saharaoui
tenga el derecho de vivir libre en sus tierras y costas del Atlántico.
Es la responsabilidad de la ONU.
Y también del gobierno Español;
por razones vergonzosas pero históricas.
También responsabilidad del gobierno Francés y
Estadounidense por su apoyo incondicional
al régimen Marroquí.
Y si un día acaba ese dolor, esa vergüenza, esa injusticia
podría ser que el mundo descubra que teníamos encarcelados
en el desierto a un pueblo que esta a la punta de un islamismo
moderno por tolerante donde hombres y mujeres se respetan mutuamente.
Donde el nivel de educación de los niños, pese a las condiciones de vida
treméndamente adversas, es sin duda a mis ojos de los mas envidiables
de todo el norte de África.
Cuando, al fin, nos daremos cuenta que en el quinto infierno del desierto
malvive la semilla de un mundo mejor y mas pacífico, y menos radical.
Semilla machacada por la realidad política y económica.
Machacada por ladrones de vestido fino que al fin y al cabo
no son mas que los verdaderos bárbaros de esta historia
triste por violenta y sin futuro para la humanidad.
Para concluir estas palabras por una nota de optimismo positivo,
desde aquí, Dajla (Sahara), lanzamos un llamamiento a mandar firmas
para proponer la candidatura de la República Saharaoui independiente
para organizar los juegos olímpicos del 2016 a las orillas del mar Atlántico
y entre las dunas de un desierto que solo pide florecer.

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Non vi parlo
del paradiso o dell’inferno
di premi o punizioni.
Vi dico soltanto
di morire continuamente al passato
così che non sia più un peso sulla vostra testa.
E di non vivere nel futuro
che non è ancora.
Concentrate la vostra energia
quì e ora.
Riversatela in questo momento,
con totalità,
con tutta l’intensità di cui siete capaci…..
Non c’è nulla da temere.
L’esistenza è vostra madre.
Ne siete parte.
Non può travolgervi, non può distruggervi.
Più la conoscete più vi sentite nutriti;
più la conoscete, più vi sentite beati.
Più siete.
OSHO

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Amore per il vino inteso come piacere dato agli uomini dalla Madre Terra.
Ne abbiamo fatto uno spettacolo tetrale popolare con scenografia, dialoghi, giocoleria, musica e cori, dal titolo MEMORIE DEL VINO.
Ecco qua un’anteprima della colonna sonora al circolo Arci del mio attuale domicilio.

26 APRILE 2008
AL CIRCOLO ARCI
DI CASTELNUOVO VAL DI CECINA

APERETIVO MUSICALE
DALLE ORE 18.OO ALLE ORE 20.00

LA COMPAGNIA TEATRALE

I TOSCANACCI DELLE COLLINE

PRESENTA

LA COLONNA SONORA DELLO SPETTACOLO
“MEMORIE DEL VINO”

REGIA DI MARIO MEZZETTI
SU SOGGETTO DI GABRIELE “FELLO” FILLINI

PROGRAMMA DI MUSICHE TRADIZIONALI E ORIGINALI
DEDICATE AL VINO

STELLA CAPPELLINI, SAX, VOCE
GIORGIO CAPPELLINI, VOCE (costui è una specie di usignolo fratello di mio padre)
GIORDANO SPINICCI, CHITARRA, VOCE
ERIO GOVI, FISARMONICA

SARANNO PRESENTI ALCUNI ATTORI E ATTRICI DELLA COMPAGNIA

VI ASPETTIAMO PER BRINDARE…
A CHE?
ALLA VITA, NO?

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SAGGIO DELLA SCUOLA DI MUSICA
DI CASTELNUOVO VAL DI CECINA

PROGRAMMA

Va’ pensiero (coro del Nabucco di G. Verdi)

Maremma amara (canto tradizionale toscano)

La strada dell’amore (canto popolare toscano)

Amara terra mia (canto popolare italiano d’emigrazione)

Mamma mia dammi cento lire (canto popolare italiano d’emigrazione)

La lega delle donne (canto popolare dell’emancipazione femminile)

La tamurriata delle mondine (canto tradizionale del lavoro femminile nelle risaie)

Bella ciao (canto popolare della Resistenza)

Fischia il vento (canto popolare della Resistenza)

Dalle belle città (canto popolare della Resistenza)

La guerra di Piero (F.De Andrè)

Auschwitz (F. Guccini)

Generale (F. De Gregori)

Djanfa (canto africano del Mali, di Amadou e Mariam)

Knockin’ on heaven’s door (B. Dylan)

Vieni o maggio ( G. Verdi – P. Gori)

25 APRILE 2008
dalle ore 17 alle ore 19
nella Sala Multifunzionale LA PISTA di Castelnuovo Val di Cecina- Pisa

L’ASSOCIAZIONE MUSICALE G.VERDI E L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE
organizzano il
SAGGIO DELLA SCUOLA DI MUSICA

Tema del Saggio: I CANTI SOCIALI

Partecipano:
gli allievi della Scuola di Musica delle classi di SAX, FLAUTO, CLARINETTO, VOCI, OTTONI e PERCUSSIONI,
alcuni elementi della Corale S. Cecilia,
il loro direttore Luca Burchianti e il loro accompagnatore pianistico Alberto Ferrini.

Saranno OSPITI del saggio:
il cantautore Marco Chiavistelli
il cantastorie Giordano Spinicci.
alcuni giovanissimi allievi dell’Accademia “Omero Martini” di Massa Marittima

Trattandosi del 25 aprile, giorno importante di Festa Nazionale che ricorda la Liberazione dell’Italia, nel 1945, dal nazifascismo, invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare, a godere della musica e a cantare con noi!

La musica ha pur sempre una valenza di Pace e se non può far dimenticare la scia di sangue prodotta dalla violenza e dalle altre violenze da essa generate, almeno può essere considerata un augurio affinché certi errori e orrori infiniti non abbiano più a ripetersi.

Ci permettiamo di dedicare questo saggio della Scuola di Musica a tutti coloro che sono morti, nessuno escluso, a tutti coloro che hanno sofferto, nessuno escluso.

Vi diamo il benvenuto!

25 APRILE 2008 dalle ore 17 alle ore 19 nella Sala Polivalente LA PISTA
di Castelnuovo Val di Cecina

Ingresso libero

GLI ALLIEVI DELLE CLASSI DEI MAESTRI
STELLA CAPPELLINI, FRANCESCO DELL’OMO, ANDREA LAGI

Matteo Antonelli, percussioni
Andrea Baldi, canto
Giorgia Baldi, diamonica, flauto traverso, canto
Sara Baragatti, sax tenore
Dorotea Batistoni, flauto traverso
Chiara Benincasa, clarinetto
Marco Bilei, tromba e flicorno
Mattia Bilei, tromba
Francesco Ciampini, sax contralto
Luigi Ciampini, perussioni
Asia Favilli, tromba, canto
Margot Favilli, sax soprano, canto
Irene Innocenti, canto
Federico Periccioli, canto
Niccolò Ranieri, sax soprano
Chiara Vanni, percussioni

GLI ALLIEVI OSPITI DELL’ACCADEMIA DI MUSICA “OMERO MARTINI” DI MASSA MARITTIMA:

Filippo Mazzei, sax soperano, canto
Veronica Mazzei, flauto dolce, canto
Giulia Pacini, flauto traverso, canto
Maximilian Schulze, clarinetto, canto

Accompagnati e coadiuvati dagli insegnanti della Scuola di Musica di Castelnuovo e dai membri dell’Associazione Musicale G.Verdi, eseguono un programma di CANTI SOCIALI:
popolari,
tradizionali locali,
di lavoro,
di emancipazione femminile,
di Resistenza,
d’emigrazione,
di cantautori anni ’70

Saranno ospiti del saggio di musica il cantautore Marco Chiavistrelli e il cantastorie Giordano Spinicci.

Accompagnatori:
Luca Burchianti, Stella Cappellini, Francesco Dell’Omo, Alberto Ferrini e alcune voci maschili e femminili della Corale S. Cecilia.

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gli artisti cercano di raccogliere idee e forze
i lavoratori cercano sicurezza e dignità per il lavoro
le casalinghe cercano giustiza sociale
gli studenti cercano una scuola seria, pubblica,
edificante-educativa e gli insegnanti pure
le donne cercano rispetto e sicurezza
i bambini cercano un mondo che li ami
il mare cerca i pensieri degli esseri umani
la terra cerca le stelle
le stelle cercano dio
dio cerca le persone
le persone cercano di vivere senza doversene pentire
l’amore cerca tutti
tutti cercano l’amore
pochi trovano ciò che cercano
alcuni non cercano e trovano ugualmente
la vita cerca la morte
la morte cerca la vita
cerco anch’io miliardi di cose che non hanno nome
ed anche una che è il cielo nei tuoi occhi
che sia azzurro di sole o nero di notte
tu che mi leggi senza sapere chi sono nè io so chi sei
eppure siamo fatti gli uni e gli altri di medesima materia
per questo continuiamo a cercare
per questo troveremo
perchè siamo come acqua che va al mare
e inevitabilmente goccia e goccia saranno insieme…

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Il giramento di palle non è proprio un argomento interessante, dite?
Eppure al mondo ci sono parecchi giramenti di palle, escludendo quello dei giocolieri, che ne hanno fatto un mestiere. Comunque non ve li sto ad elencare perchè li sapete già, li conoscete perchè li vivete, e più siete sensibili, ricettivi e indifesi e più vi girano le palle.
Qualche tempo fa un’importante casa editrice italiana mi ha scritto per farmi sapere che aveva visionato i testi da me spediti e che aveva trovato il mio lavoro appetitoso, tranne porre la censura su alcune poesie “troppo politiche” e su alcuni versi troppo intrisi di “linguaggio da strada”.
Uno di questi versi parlava appunto del giramento di palle che per esempio uno si ritrova a vivere in primavera: vi sarà pur capitato qualche volta e quindi mi potete capire senza bisogno che ve lo spieghi in un linguaggio kantiano.
Per ciò che riguarda la censura ai versi cosiddetti politici, mi scappa quasi da ridere: ancora oggi si tenta di dividere l’estetica dalla realtà, come se l’arte dovesse essere impacchettata a piacimento di chi la pubblica per venderla.
Abbiamo un sistema talmente bloccato che non riesce più a dare spazio all’imprevisto, neanche se da questo imprevisto potesse nascere il denaro del dio mercato.
Italietta: io ti amo e ti mando affanculo. Dopodichè mi sento più in pace con me stessa e mi girano meno le palle. E torno a sentire il Sublime Kantiano mentre continuo a camminare nella strada e nel suo linguaggio.

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EROI DI MISERE TREGUE E SOVRUMANE LOTTE
NON LASCERANNO CHE PEZZI DI ARCOBALENI INFRANTI
VADANO AD INTASARE LE VENE DELLA TERRA MADRE!

CON QUALE ARDORE LA VITA S’ATTACCA ALLA VITA!
MI BASTA, PER SAPERLO, PENSARE A TE,
AI TUOI OCCHI CHE SPREMONO I MIEI,
ALLA TUA FRONTE AEROPORTO PER I BACI
E ALLE BRACI ACCESE DEL CUORE
DOVE CUOCE IL SENSO DELLE COSE TUTTE.

E IL CALORE DELL’AMORE TIENE ALTA LA COPPA DELLA VITA!

(stellina tua)

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Sì sì, l’amore è meglio! Ma di che? Di tutto. L’amore è meglio di tutto e ripara a tutto. Non intendo solo quello per una persona o per la famiglia o per il proprio lavoro, ma quell’atteggiamento mentale che riesce ad opporsi all’odio vincendolo senza usare le sue stesse distruttive armi. Intendo l’Amore di cui parlò e che mise in pratica Gesù di Nazareth, ma anche il sublime filosofo Osho e probabilmente una quantità di gente sconosciuta. E’ una strada difficile e a volte molto solitaria quella che porta dentro all’Anima del Mondo la carica umana dell’Amore…Queste non sono che parole, ma le scrivo volentieri qui, sul mio blog della Rete Artsti contro le guerre, perchè devo ricordarmi continuamente chi sono io e di cosa sono fatta, anche quando il nemico incombe, anche quando il tradimento mi rende implacabile.
A prestissimo, sulla Strada dell’Amore

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eccoci alla cerimonia d’apertura di estrella de agua onda positiva alla ricerca dell’oceano perfetto!
A presto

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